
Gentile lettore,
Sintesi del trimestre
I mercati continuano a “sfidare la forza di gravità”: nuovi rialzi, interrotti da brevi pause, mentre l’economia reale procede in ordine sparso e il quadro geopolitico resta complesso. La tenuta delle Borse è sostenuta in primis dagli utili USA (traino del ciclo globale) e dagli investimenti in AI che mantengono elevati i multipli, soprattutto per i grandi titoli tecnologici.
Andamento dei mercati:
• MSCI China: +20,29%
• Oro (spot): +15,89%
• NASDAQ 100: +10,06%
• MSCI Emerging Markets: +9,77%
• Nikkei 225 (Giappone): +9,44%
• S&P 500: +8,17%
• FTSE MIB: +8,00%
• MSCI AC World: +7,60%
• DJ EURO STOXX 50: +4,69%
• USD vs EUR: +0,24%
• Obbligazioni JP Morgan Global (EUR): -0,03%
• Obbligazioni JP Morgan EMU (EUR): -0,37%
Messaggi chiave dei numeri:
• trimestre forte per azionario globale (USA, Europa, Giappone) con accento su tecnologia;
- Cina sorprende al rialzo nel trimestre;
• oro e metalli in robusto trend;
• obbligazionario globale ancora selettivo
Cosa ha funzionato / cosa no (basata sui dati del mio report):
driver positivi nel trimestre: metalli preziosi (diversi fondi oro tra +41% e +46%; un comparto oltre +47%), uranio ed energia nucleare (+37% circa), transizione energetica e rame (+31%/+32%), Cina (fondi paese tra +20% e +23%).
Aree in affanno: selettivi i temi qualità /bassa volatilità globali (-3% circa), India (-5,5%), alcuni comparti obbligazionari indicizzati all’inflazione (leggermente negativi) e l’obbligazionario governativo Giappone (-4,4%).
Traduzione in scelte di portafoglio:
continuiamo a diversificare le fonti di rendimento, evitando concentrazioni eccessive su pochi titoli/temi; manteniamo cuscinetti difensivi (duration breve, strategie performance assoluta/market-neutral, flessibili) e usiamo i Piani di Accumulo per investire sui temi del futuro tra cui le Crypto e l’Energia Nucleare sfruttando la volatilità intrinseca dei loro settori.
Valutazioni e rischi da monitorare:
• Multipli elevati (soprattutto sulle mega-cap USA): il mercato “paga” la crescita del settore Intelligenza Artificiale (AI); bene finché gli utili tengono.
- Credito High Yield: spread storicamente compressi; i default restano contenuti ma in lieve risalita.
- Liquidità di sistema: la spinta straordinaria dei mesi scorsi si sta normalizzando.
- Banche centrali: un’economia USA resiliente può rendere più graduali i tagli; attese eccessive = rischio di delusione.
Il nostro approccio:
- Disciplina e pazienza. Trend solidi, ma fragili sotto la superficie: evitiamo di “inseguire” i prezzi.
- Selettività. Preferenza a utili sostenibili, bilanci solidi e temi con driver strutturali (digitalizzazione/AI, efficienza energetica, infrastrutture, nucleare/uranio).
- Diversificazione reale. Azioni globali, obbligazioni a duration contenuta, strategie Absolute return/market neutral, performance assoluta e quota tattica in metalli preziosi.
- Ribilanciamenti periodici. Prendiamo profitto dove i rialzi sono stati ampi e rafforziamo i segmenti di qualità rimasti indietro, sempre in coerenza con il Suo profilo di rischio.
La mia lettura resta prudente: ai primi segnali di delusione sugli utili o a un cambio di tono delle banche centrali, la probabilità di una correzione significativa aumenta.
La “sfera di cristallo” non ce l’ha nessuno, ma quando prezzi e fondamentali si allontanano troppo, la volatilità tende a presentare il conto.
Riguardo al futuro la domanda da un milione di dollari è : i mercati sono in bolla?
Per parte mia posso dire che la storia si ripete sempre; tuttavia la memoria è corta.
Quando al mattino beviamo il caffè ognuno ha le sue priorità: prendere il bus, accompagnare i figli, organizzare la giornata. Esiste però, nel mondo, una moltitudine di persone che, davanti alla tazza, pensa a un’unica cosa: come investire i propri quattrini. Sono le loro decisioni a muovere i mercati e i valori di borsa.
Il capitale si sposta continuamente, da un “bacino” all’altro, soprattutto nelle fasi di paura e incertezza. Le quotazioni degli asset – azioni, obbligazioni, materie prime, criptovalute, ecc. – si riassestano seguendo questi flussi.
Lo shock dei dazi annunciati da Trump nei primi mesi del 2025 è stata, di fatto, la scintilla che molti operatori attendevano per ribilanciare i portafogli e riportare i listini su livelli più in linea con la norma dopo gli eccessi recenti.
Eppure, ci risiamo: in finanza – come nella storia – la memoria collettiva è corta. Vale la pena ricordare che il ribasso primaverile degli asset globali è solo uno dei tanti degli ultimi cinquant’anni.
Secondo un team d’investimento che offre regolarmente commenti e analisi su importanti pubblicazioni finanziarie, dal 1977 si contano 39 correzioni (calo oltre il 10%) con una flessione media del 18%, ma anche 39 fasi di recupero superiori al 10%, con un rialzo medio del 40,7%.
Ogni volta, alla fase di sconforto è seguita una ripartenza: nel giro di qualche anno, i prezzi sono tornati ai massimi precedenti o li hanno superati. E ogni volta molti hanno creduto che quel picco potesse durare. Ogni volta la bolla è scoppiata di nuovo per cause interne (mutui subprime nel 2008) o esterne (crisi tariffaria del 2025). E, puntualmente, si è cercato un capro espiatorio – ieri internet, oggi i dazi – senza ammettere che il problema è intrinseco alla bolla e nel suo naturale ritorno verso valori di equilibrio, e cioè il ritorno alla media.
È opportuno sottolineare che una parte rilevante dei rialzi a Wall Street è attribuibile a un gruppo ristretto di titoli: Meta, Alphabet, Tesla, Amazon, Nvidia, Netflix, e complessivamente 10 azioni (8 tecnologiche e 2 finanziarie) pesano per circa il 40% dell’S&P 500 (dal 1/07 al 30/09/25 la media è del +18,62%).
Quanto ai “corsi e ricorsi”, la storia insegna: Robert Shiller ha ricostruito oltre 150 anni di dati per il suo CAPE (poi CAPEtr, versione total return), mostrando come il rapporto prezzo/utili depurato dal ciclo tenda a oscillare: a fasi di sopravvalutazione seguono periodi di rientro su livelli medi. Dopo la bolla degli anni ’20, l’indicatore crollò da circa 40 a 5.
Nel 2000 sfiorò 50 per poi scendere poco sopra 10.
Nelle prime settimane del 2022 era intorno a 47; oggi (fine settembre 2025) è a 39 (Fonte: Robert J. Shiller, dataset “Irrational Exuberance”, riga 2025‑09).
Serve poca statistica: siamo su valori elevati o prossimi a un picco, mentre le letture “normali” stanno ben più in basso. E i gradini da scendere potrebbero non essere finiti.
Un cordiale saluto

